Marco Santarelli al convegno "Sine cura. I perchè della sicurezza" a Pescara

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Il 10 aprile 2026 a Pescara, presso la Sala del Consiglio della Provincia di Pescara “Figlia Di Iorio”, si è tenuto il convegno "Sine cura. I perchè della sicurezza", una riflessione su come il concetto di sicurezza si è modificato negli anni attraverso cambiamenti epocali in ogni ambito, da quello informativo a quello tecnologico, militare e del controspionaggio.

Il convegno, primo di un ciclo di incontri a livello nazionale, ha voluto sottolineare l’importanza della sicurezza, dal latino “se-curitas (sine cura)”, ossia senza preoccupazioni, per prevenire situazioni di crisi, oltre che per gestirle una volta che si sono verificate.

Dopo i saluti istituzionali da parte del Presidente della commissione vigilanza del Consiglio regionale dell'Abruzzo Sandro Mariani, sono intervenuti insieme a me l’On. Luciano D’Alfonso, Presidente emerito Regione Abruzzo e Deputato, Marco Mancini, già responsabile del controspionaggio italiano, Arturo Di Corinto, giornalista e docente universitario, consigliere Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Salvatore Santangelo, giornalista e saggista, Lello Mastropietro, analista Cybersecurity e specialista Threat Intelligence. Ha moderato l'incontro la giornalista Paola Peluso.

L'evento, promosso dal Presidente della Commissione Vigilanza del Consiglio Regionale dell’Abruzzo Sandro Mariani e dall’Organismo di ricerca Res On Network - Intelligence And Global Defence Ltd, è stato realizzato in collaborazione con International Police Organization – IPO Section Italy, GEO.FI.S. – Osservatorio di Geopolitica e Filosofia della Sicurezza e la piattaforma di informazione 000 - Intelligence of Things, con il patrocinio del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, la Provincia ed il Comune di Pescara.

Dal mio punto di vista, “La rivoluzione digitale che stiamo vivendo da qualche tempo sta cambiando il nostro rapporto con ciò che ci circonda. Grandi opportunità, ma anche maggiori rischi che minano la nostra sicurezza. La realtà è sempre più iperconnessa e non sono più solo i servizi di sicurezza, come l’intelligence, che devono approcciare alle nuove tecnologie con un nuovo sguardo, ma anche la stessa comunità deve potersi difendere dalle vulnerabilità a cui queste tecnologie sono soggette. Attacchi cyber, furti d’identità, furti di dati, sorveglianza e avvento dell’Intelligenza Artificiale per scopi malevoli sono solo i primi concetti fondamentali che si legano alle tecnologie informatiche emergenti e da cui nascono grandi pericoli che pervadono il tessuto sociale.

Se in passato il concetto di sicurezza era appannaggio di pochi, oggi estende la sua portata a tutti i cittadini. Minacce alla nostra sicurezza e a quella dei nostri dati sensibili sono presenti, quotidianamente, all’interno dei nostri device. Pertanto, è necessario attivare un dialogo più profondo, con più consapevolezza e conoscenza, tra gli attori protagonisti della sicurezza mondiale, Servizi segreti di ogni paese, cittadini e agenti tecnologici, per ridurre la dispersione dei nostri dati sul web al solo scopo di marketing, controllo e sorveglianza e tutelare la sicurezza di ognuno. A questo va unito un ritorno massiccio alla capacità di deduzione propria dell’uomo per avvicinarsi all’informazione e non essere preda di fake news o di bias cognitivi che non permettono di guardare in maniera neutrale quello che accade nel mondo”.

Rassegna stampa

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