
Cyber security e contrasto alle organizzazioni terroristiche, che, con le nuove tecnologie, adesso puntano su attacchi a infrastrutture e propaganda. Come cambiano l’intelligence e le strategie di difesa. Tutte le sfide nella nuova era digitale che stiamo vivendo.
Il tema è stato al centro del dibattito approfondito che ha avuto luogo scorso 27 novembre 2025 in occasione del evento organizzato da International Police Organization (IPO)- Section Italy, in collaborazione con la Regione Lombardia – Commissione Speciale Antimafia, 000 – Intelligence of Things, Elite Software House e Drone Master e dal titolo “Terrorismo emergente: minacce e ruolo delle nuove tecnologie” a cui hanno partecipato diverse autorità civili e militari, rappresentanti istituzionali, forze dell’ordine, professori universitari e professionisti della sicurezza e della difesa.
Dopo aver evidenziato la necessità di nuovi paradigmi e capacità operative che devono essere sviluppati dalle comunità di intelligence per superare i bias cognitivi e le tradizionali prioritizzazioni geografiche (Euro-Atlantiche), oltre ad enfatizzare l’importanza delle attività di contrasto alla disinformazione da parte dei cyber terroristi, ho precisato che: “La maggior parte degli attacchi avviene attraverso la manipolazione della percezione. Questa, se da una parte provoca terrore nei cittadini, dall’altra parte li polarizza, generando una propaganda emotiva che servirà a reclutare i seguaci con delle narrazioni che producono processi di identificazione in dinamiche di gruppo in risposta ad un bisogno di affiliazione e alla ricerca forzata di appartenere al gruppo stesso. Da qui può derivare la frammentazione della collettività e la mancanza di fiducia in chi studia questi fenomeni, minacciando anche la sicurezza nazionale”.
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