Jihadismo online: il mio intervento per Nicoletta Pisanu - Agenda Digitale

Jihadismo online

Il report annuale Te-Sat 2025 di Europol permette di capire i trend del terrorismo di matrice jihadista, soprattutto in relazione alle crisi geopolitiche in Medio Oriente. Un fenomeno in cui internet e il digitale hanno un ruolo sempre maggiore.

Sono intervenuto per Nicoletta Pisanu di Agenda Digitale su intelligenza artificiale e jihadismo online, affermando che “il reclutamento di risorse terroristiche avviene oggi in due modi differenti: soprattutto in Siria e nella striscia di Gaza, prevalentemente tramite contatti fisici, che comportano una scelta accurata di chi andrà a commettere l’atto terroristico, mentre in Israele, nelle zone limitrofe e di confine della Russia e in parte in Iran, attraverso competenze altissime rispetto alle nuove tecnologie.

Se da un lato esisterà ancora il cosiddetto lupo solitario che, introdotto in tenera età in un Paese, con una rete familiare ben costruita, colpisce, a nome di un pensiero, una religione o un ideale, degli obiettivi sensibili, l’organizzazione capillare, propria delle reti informative personali, si completa con un’attività che molti definiscono di ingegneria sociale, che in questo caso potremmo chiamare terrorismo sociale, secondo cui nuove tecnologie e modelli di intelligenza artificiale vengono messi a disposizione” del network.

“I modelli su cui si baseranno sempre più gli attacchi non sono legati ad algoritmi, che rappresentano una sequenza matematica, ma, soprattutto per obiettivi strategici internazionali, americani o vicini a Iran, Iraq e Kuwait, saranno correlati ad un apprendimento automatico, proprio dell’intelligenza artificiale, grazie al quale, attraverso un mix di informazioni e di dati, ricavati da satelliti, droni, telecamere e device di vario genere, tra cui gli smartphone, si controlleranno tali obiettivi e si potrà intervenire cogliendo di sorpresa chi, invece, si sta concentrando sulle nuove tecnologie e sulla sola radicalizzazione. L’approccio di tendenza e speculare dovrà essere lo studio accurato delle genealogie delle varie famiglie e delle loro intersecazioni con i gruppi armati e i gruppi impegnati nella vendita dei bambini alle famiglie europee, così come anche l’analisi delle tecnologie, che non deve assolutamente tener conto solo delle scoperte contemporanee, ma, come ci insegnano gli attacchi fatti a Hezbollah tramite i cercapersone, anche degli strumenti tradizionali su cui si sono basati molti degli attentati degli anni Settanta e Novanta. Senza dimenticare la conoscenza approfondita, in maniera predittiva, di luoghi e modalità di gestione dei dati e di luoghi e modalità di realizzazione dei microchip che permettono, appunto, la trasmissione di dati. Infine, un’attenzione sempre più elevata merita l’Internet of Things, che permette il controllo da remoto delle infrastrutture critiche e sensibili, i servizi essenziali come l’energia, i trasporti, gli acquedotti, per questo motivo sempre più vulnerabili e attaccabili”.

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