
IA
L’intelligenza artificiale è una tecnologia che si basa non solo sull’algoritmo o sul calcolo sequenziale (A deve portare a B), ma, attraverso il deep learning e il machine learning, ciò che ci appare pubblicamente viene da un processo di apprendimento autonomo. Si nutre e cresce anche attraverso le nostre domande e risposte. Tutto molto pratico ed intuibile per darci risposte e risolvere problemi in pochi secondi.
Il caso del ricercatore dimesso, Jacob Coxon
Jacob Coxon, un ricercatore di sicurezza di Anthropic, azienda che fa ricerca e sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale, si è dimesso, creando una serie di dubbi e divergenze sulla superintelligenza artificiale. Quest’ultima, dice Coxon, attraverso i modelli avanzati, chiamati agentici, sembrerebbe risolvere problemi complessi in maniera autonoma facendo, nei prossimi anni, scacco matto al controllo umano.
Dubbi sulla risposta del CEO di Anthropic
Già le dimissioni del dipendente sembravano dubbie e così repentine che, al di là di ogni etica invidiabile, messa in campo, che poi è anche il principio primo della società Anthropic di Dario e Daniela Amodei, sembravano essere un modo per attirare ancora di più l’attenzione verso l’azienda stessa. Quest’ultima infatti, in evidente calo di fronte alle tecnologie di Google che, a sua volta, sta utilizzando sempre più la sua IA, Gemini, integrandola con i prodotti di massa e con la tecnologia di indicizzazione propria del motore di ricerca, ha rilevato una distanza tra i propri codici e quelli dello stesso colosso della California.
In sintesi OpenAI e Anthropic, da tempo, entrambi, chi prima chi dopo, stavano crescendo in borsa penetrando il mercato più diffuso con ChatGPT e Claude, ma stavano e stanno perdendo campo sull’integrazione dei sistemi e la fiducia della stessa Google loro finanziatrice. Amazon e Microsoft, dentro entrambe le aziende, stanno perdendo terreno rispetto ai tre principi della stessa IA: comprensione e interpretazione del testo, programmazione in real time con ragionamento implicito, e sicurezza. Non credo che nessuno delle due se lo possa permettere.
A destare ancora più dubbi sono state le parole in tempi record di Dario Amodei, co-fondatore e CEO di Anthropic, in risposta a Coxon. Amodei, come se un CEO di una qualsiasi azienda dialogasse con dipendenti che forse non hanno nemmeno mai visto nella propria vita, in una specie di “blog” vecchia maniera, (qui la scelta della comunicazione è stata fondamentale, come se si volesse di nuovo preferire fonti tradizionali rispetto allo sfrenato sviluppo tecnologico, sul suo sito personale, dal titolo 'We Must Pace the Frontier'), ha scritto: “dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di intelligenza artificiale. Il progresso continuerà a sembrare veloce e dovremo utilizzare saggiamente il tempo guadagnato”.
Terremoto o azione pianificata
Insomma più che un terremoto, la cui borsa in ribasso ne è stata la pronta risposta, sembra una pianificazione perfetta per coprire ed indebolire l’intero sistema generando appetibilità a nuovi investitori (ricordiamo che Google, ad esempio, è interessata e finanzia come detto sopra questa tecnologia ma non ha nessun posto nel CDA) con una tecnica chiamata bad news drop, che impone una reazione pubblica diffusa e più visibilità al rilascio di una notizia negativa di un gruppo o, come in questo caso, di una big tech per generare appetibilità e nuovi soci. Più il prezzo si abbassa più aumentano i compratori.
Oltre il lato economico, le dichiarazioni di Amodei destano qualche sospetto anche perché sembrano, soprattutto negli USA, una strutturata attività di disinformazione per fare di una criticità una forza, passando per il “buono” del paese attraverso una vera e propria lezione di filosofia morale.
Parallelismi con lo spionaggio
Molti pensano che il ruolo di Jacob Coxon sia simile a quello di Edward Snowden ex analista della NSA.
La formula utilizzata, se pur con meno implicazioni, è la stessa di qualche anno fa quando, appunto, nello spionaggio, vi fu uno dei più grandi “scandali” sulla sorveglianza di massa operata dalla NSA (National Security Agency - Agenzia per la Sicurezza Nazionale in USA), in cui un suo operatore e analista, Edward Snowden, divenne famoso per aver reso pubblici documenti top secret che riguardavano prevalentemente programmi di sorveglianza di massa analizzati dai governi statunitense e britannico attraverso le piattaforme delle big tech. Non è affatto un mistero che i nostri dati, anche grazie a noi stessi, sono profilati, studiati e “markettizzati”. Ma addirittura utilizzare un caso di spionaggio con un caso di marketing o di eccessivo moralismo mi sembra troppo. Peraltro nel caso di Snowden tutto ciò che era stato denunciato oggi è diventata una pratica comune. La chiamiamo Osint (open source intelligence), ovvero prelevare informazioni da fonti aperte, e Sigint, Signals Intelligence, l'attività di raccolta, intercettazione e analisi di informazioni riservate ottenute mediante la captazione di segnali elettronici. Tutti i sistemi elettronici, quindi.
Ergo il parallelismo non regge. Ha delle caratteristiche simili dove chi utilizzava quella tecnologia, poi denuncia la stessa tecnologia come se dal giorno dopo in cui la si sta utilizzando con costanza imbarazzante, si dimentica di tutte le sue funzioni. È come un genitore che uccide lo stesso suo bambino.
In questa direzione possiamo provare a fare un breve confronto, che è lo stesso in cui, sia per Snowden che per Coxon, e per gli stessi Amodei, si gioca la partita: il futuro. Se Snowden, che sembra diventato un paladino della giustizia, ha dato forse più forza alla sorveglianza di massa, comunque violando i segreti di Stato, da quest’altra parte sembra esserci un atteggiamento proprio dei nostri tempi. Ovvero, proprio di chi sta alimentando un mostro senza scrupoli, e, nello stesso tempo, cerca di mettere in primo piano per gli altri il pericolo della sua stessa creazione.
Questa tecnologia non tornerà indietro e non sembra avere nemmeno nessuna intenzione di rallentare. Si sta utilizzando quindi il più classico strumento e stratagemma mentale dello stesso spionaggio. Questo sì che è un parallelismo. Ovvero si tende a far emergere un aspetto e subito dopo si cerca di distruggerlo, polarizzando con altri metodi o persone meno influenti quello che fino a ieri si è difeso strenuamente. A me appare che questo contesto ricordi Erisittone, figura mitologica greca che, trovatosi alle strette, dopo aver esaurito cibo e affetti, iniziò a mordersi e a divorare i propri arti e il proprio corpo, fino uccidersi da solo.
Cosa stanno facendo i servizi segreti e CIA
In questo caso i servizi segreti, lo spionaggio e il controspionaggio anziché essere vicino alle dichiarazioni di Coxon, stanno sempre più monitorando la questione per avere il compito più attuale possibile: combattere e controllare il fenomeno più subdolo e atroce, e male dei nostri tempi: la disinformazione!

