Cina, la grande burattinaia dei satelliti in Medio Oriente

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La Cina evita un sostegno esplicito all’Iran, ma rafforza la propria presenza nel conflitto attraverso immagini satellitari e cooperazioni tecnologiche. Intanto la crescita del settore spaziale cinese ridisegna i rapporti di forza con gli Stati Uniti.

Pubblicato su Agenda Digitale

Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente a febbraio tra Stati Uniti e Iran, la Cina non ha mai espresso apertamente il suo sostegno per l’Iran, anche se il portavoce del suo ministero degli Esteri ha affermato che gli attacchi americano-israeliani rappresentano una violazione del diritto internazionale e anche se pare che navi cinesi contenenti un propellente per missili, il perclorato di sodio, siano sbarcate in terra iraniana di recente.

Secondo i servizi informativi americani, la Cina sta progettando di inviare razzi spalleggiabili atti a colpire elicotteri e aerei a bassa quota di provenienza americana. In più, da quanto emerge dalle varie piattaforme social, Pechino ha contribuito alla produzione e alla diffusione di una vasta quantità di immagini del Medio Oriente scattate da satelliti cinesi e diffuse da aziende cinesi, aspetto che mette in risalto i progressi in portata e sofisticazione delle strumentazioni satellitari della Cina. Non a caso le aziende americane hanno inasprito le restrizioni sollecitate dal governo Trump, tenendo fuori dall’intelligence open-source giornalisti, attivisti e ricercatori.

Certo è che, dall’inizio del conflitto mediorientale, le collaborazioni tra Cina e Iran sono state diverse.

I rapporti tra Pechino e Teheran nel conflitto

Secondo i registri pubblicati dai rivenditori di immagini, China Siwei, parte della China Aerospace Science and Technology Corporation di proprietà statale, ha scattato foto ad alta risoluzione di siti militari americani e alleati. Il Financial Times ha riferito che anche le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno acquistato un satellite cinese e questa potrebbe essere la fonte di alcune delle immagini pubblicate dai media statali iraniani che mostrano i risultati carbonizzati dei loro attacchi.

La Cina aveva già supportato gli avversari degli Stati Uniti con le immagini satellitari. Infatti, nel 2023, a seguito di immagini dell’Ucraina fornite al Gruppo Wagner, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla CGST. Ad aprile 2024 il Dipartimento di Stato ha dichiarato che la CGST aveva fornito ai ribelli Houthi nello Yemen immagini che potevano aiutare a colpire navi da guerra americane e altre imbarcazioni nel Mar Rosso. Nonostante le sanzioni, la crescita nel mondo satellitare cinese non si è arrestata e l’azienda Spacety, anch’essa sottoposta a sanzioni americane per immagini fornite al Gruppo Wagner, ha raccolto 190 milioni di dollari da fondi legati allo Stato e capitali di rischio.

Perché i satelliti cinesi stanno crescendo così rapidamente

La Cina sta investendo in maniera ingente nel campo dei satelliti. Solo nel 2025 ne ha lanciati più di 120 per il telerilevamento, dotati, quindi, di radar e onde radio, così come di telecamere, raggiungendo oltre i 640 in totale di satelliti in orbita. Se negli Stati Uniti la vendita delle immagini delle aziende satellitari commerciali è affidata a forze armate e agenzie di intelligence, in Cina il confine tra aziende private e Stato è più sfumato. La costellazione più grande di satelliti cinesi, Jilin-1, che presenta oltre 100 satelliti con i quali si tenta di catturare immagini della Terra ogni dieci minuti, è gestita dalla Chang Guang Satellite Technology (CGST), in stretto legame con l’Esercito popolare di liberazione.

Il confronto tecnologico con gli Stati Uniti

La supremazia satellitare è ancora in mano agli Stati Uniti, ma la Cina sta fronteggiando bene il rivale occidentale, basti pensare al satellite Superview Neo-1 di Siwei che offre una nitidezza nelle immagini pari a quella fornita da Vantor, tra le principali aziende di satelliti commerciali americane. Secondo Aravind Ravichandran, a capo di TerraWatch Space, una società di analisi di mercato, i satelliti commerciali cinesi “ottengono un punteggio piuttosto alto” per quanto riguarda le capacità più importanti. A livello di cadenza, ossia il numero di volte che una stessa area viene rivisitata da un satellite, Jilin-1, grazie alle dimensioni crescenti della flotta, supera gli omologhi commerciali americani. Sul piano delle tecnologie all’avanguardia, come l’edge computing, Cina e USA se la battono alla pari. Per quanto riguarda l’impatto della ricerca nei diversi settori del telerilevamento, Pechino si colloca al primo posto. Oltre a Jilin-1, anche la costellazione Zhuhai-1 è in grado di registrare video, mentre in USA solo la Planet ha questa capacità. Jilin-1, inoltre, utilizza comunicazioni laser da satellite a terra per trasferire i video dall’orbita.

Restrizioni, mercato e trasparenza dei satelliti cinesi

Alcune aziende collaborano con società cinesi che non sono soggette a restrizioni americane o comunque occidentali, come la XRTech Group, che non è soggetta alle stesse restrizioni sulle licenze di esportazione e stessi ritardi burocratici che possono causare rallentamenti nell’acquisizione di dati da altri fornitori. Si tratta di una società di analisi dei dati di Dubai che lavora con Siwei.

Ciò non significa che le aziende cinesi non abbiano delle loro restrizioni e che non debbano seguire il volere del Partito Comunista. Tuttavia, in molti casi vince la trasparenza. Grazie alle immagini satellitari cinesi sono stati rilevati danni alle piattaforme militari americane e agli impianti energetici del Golfo, che, diversamente, sarebbero rimaste nascoste per volere dei governi.

Come i satelliti cinesi usano l’intelligenza artificiale

Le immagini fornite dalla società MizarVision con annotazioni AI, che ritraggono aerei americani e batterie di difesa missilistica Patriot su tutto il Medio Oriente, mostrano l’utilizzo dell’AI da parte delle aziende cinesi per ottenere il massimo da immagini a bassa risoluzione, permettendo l’individuazione degli oggetti più piccoli. Secondo una commissione speciale del Congresso sono immagini scattate dall’europea Airbus in quanto alcune etichette AI sono discutibili.

Il vantaggio che porta con sé l’intelligenza artificiale consiste nello sfruttare i commenti dei ricercatori alle immagini e la segnalazione di errori di analisi per perfezionare i modelli, divenendo, questi stessi commenti, “un feedback di addestramento in tempo reale agli algoritmi per perfezionarli e migliorarli”.

Fonte Agenda Digitale