Sempre più aziende dell’AI collaborano con l’esercito e la Difesa Usa, segno di un nuovo clima mutato nella Silicon Valley. Da ultimi: OpenAI, Meta, Anthropic. A conferma anche di come l’intelligenza artificiale può essere ago di bilancia nei rapporti geopolitici tra Usa e Cina.

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Le big tech dell’AI sempre più spesso collaborano con l’esercito e la Difesa Usa, segno di un nuovo clima mutato nella Silicon Valley. A conferma anche di come l’intelligenza artificiale può essere ago di bilancia nei rapporti geopolitici tra Usa e Cina (come mostrano tra l’altro i recenti dazi).
L’accordo OpenAI-Anduril
OpenAI ha annunciato una nuova partnership militare con Anduril, consolidando il suo ingresso nel settore della difesa, iniziato già dai primi mesi del 2024.
Anduril è una società di tecnologie della difesa che produce droni, sistemi radar e missili dotati di intelligenza artificiale.
Obiettivo dell’intesa è supportare le forze armate statunitensi e alleate nel campo di battaglia per affrontare gli attacchi dei droni.
Secondo l’annuncio, OpenAI si adopererà nella costruzione di modelli di intelligenza artificiale che “sintetizzano rapidamente i dati sensibili al tempo, riducono l’onere degli operatori umani e migliorano la consapevolezza della situazione” per abbattere i droni nemici.
Liz Bourgeois, portavoce di OpenAI, ha sottolineato che il progetto si concentra sulla protezione del personale e delle infrastrutture, escludendo l’uso delle tecnologie per fini offensivi. Anche Anduril ha ribadito che l’obiettivo principale è semplificare le operazioni, riducendo il carico di lavoro umano.
Il cambio di rotta di OpenAI
Se, prima dello scorso gennaio, OpenAI aveva vietato l’utilizzo dei suoi modelli per sviluppare armi o, più in generale, per svolgere operazioni militari e di guerra, adesso i paletti sono più leggeri. Il veto alla collaborazione riguarda solo attività che possono danneggiare direttamente persone e proprietà.
Nel corso dei mesi ha, poi, annunciato di aver collaborato con il Pentagono per il software di sicurezza informatica, ma non per le armi, e lo scorso ottobre ha diffuso la notizia sull’impegno della società nel settore della sicurezza nazionale, dichiarando che l’intelligenza artificiale, se ne viene fatto un uso consapevole, può “aiutare a proteggere le persone, a scoraggiare gli avversari e persino a prevenire conflitti futuri”.
Questo allentamento delle restrizioni sulla questione militare è iniziato per consentire all’azienda di stringere collaborazioni con i militari in contesti limitati, ad esempio la sicurezza informatica, la prevenzione dei suicidi e i soccorsi in caso di calamità.
Ora, invece, si sta lavorando ad un inglobamento del settore della sicurezza nazionale a tutto tondo, sempre, come sottolineato da OpenAI, allo scopo di garantire che i benefici dell’intelligenza artificiale possano essere ampiamente condivisi.
Un esempio emblematico di questa nuova direzione è il post sul blog aziendale del 24 ottobre 2024, dove OpenAI ha ribadito il proprio impegno a promuovere un uso democratico dell’IA. La dichiarazione coincide con la pubblicazione del National Security Memorandum della Casa Bianca, che invita le agenzie americane a potenziare l’uso dell’IA per contrastare la Cina.
Nonostante l’evidente cambio di missione, OpenAI continua a sottolineare che i suoi strumenti possono essere utilizzati per semplificare processi e mitigare danni ai civili, evitando applicazioni offensive.
L’accordo Anthropic e Palantir
Un altro esempio è la collaborazione, annunciata a luglio, tra Anthropic e Palantir.
Ci sarà integrazione dei modelli AI Claude 3 e 3.5 di Anthropic nelle piattaforme di Palantir, nota per le sue soluzioni di analisi dati destinate a scopi difensivi.
Nello specifico:
• Gestione dati su larga scala: migliorare la capacità analitica delle agenzie di difesa.
• Sicurezza avanzata: implementazione all’interno di sistemi Palantir IL6 per proteggere i dati sensibili.
Questa collaborazione evidenzia come l’IA possa rafforzare le operazioni di analisi e decision-making delle agenzie governative.
Meta ed esercito USA
Parallelamente, Meta ha rivisto la sua politica riguardo all’uso del suo modello IA open source Llama da parte delle agenzie governative statunitensi: ora consente applicazioni militari. Meta ha annunciato che i suoi modelli saranno disponibili anche per contractor della difesa come Lockheed Martin e Booz Allen Hamilton.
Cina e Llama
Anche la Cina sta utilizzando tecnologie IA open source, come una versione adattata di Llama, denominata “ChatBIT”.Questo strumento è progettato per raccogliere ed elaborare dati di intelligence, evidenziando come le tecnologie occidentali possano essere sfruttate anche da potenze rivali.
Tale contesto alimenta una competizione militare IA tra Stati Uniti e Cina, dove entrambe le nazioni intensificano l’uso dell’IA per scopi strategici.
Le ricadute etiche
Come afferma Heidy Khlaaf, scienziato capo dell’AI presso l’AI Now Institute e ricercatore in materia di sicurezza, autore di un documento con OpenAI nel 2022 sui possibili rischi della sua tecnologia in contesti come quello militare, le nuove politiche puntano a flessibilità e rispetto delle leggi.
A differenza di altre aziende come Amazon o Microsoft, che forniscono servizi cloud, OpenAI si distingue per la sua attenzione allo smistamento dati sul campo di battaglia e al supporto decisionale. Tuttavia, l’accelerazione delle tensioni geopolitiche, in particolare con la Cina, rischia di aumentare la pressione sulle aziende tecnologiche affinché sviluppino strumenti sempre più avanzati per scopi militari. La domanda cruciale è fino a che punto le imprese manterranno i propri principi etici di fronte a interessi geopolitici sempre più dominanti.
Fonte: CyberSecurity360

