L'uso dell'AI nelle forze dell'ordine secondo l'AI Act - Agenda Digitale

Ora che l'AI Act necessita del solo vaglio del Parlamento europeo possiamo analizzare alcuni dei cambiamenti previsti, partendo dalle forze dell'ordine e dall'impiego dell'Intelligenza Artificiale.

I dettagli nel mio articolo per Agenda Digitale

AI Act

Cosa potrà fare la polizia alla luce dell’AI Act

L'AI Act stabilisce tre modalità di impiego dell’intelligenza artificiale per la sorveglianza e le indagini di polizia: una estrema e, quindi, vietata, ossia l’utilizzo, la produzione e la vendita della schedatura di massa; una permesso con limiti e garanzie per i diritti fondamentali, come l’individuazione di criminali nelle registrazioni di videocamere di sicurezza; una critica, cioè l’identificazione biometrica in tempo reale nei luoghi pubblici, consentita in casi eccezionali in Europa.

La sorveglianza proibita

Secondo la legislazione, I'intelligenza artificiale è proibita quando categorizza singole persone sulla base dei loro dati biometrici, soprattutto la razza, le opinioni politiche, le convinzioni religiose, l’orientamento sessuale, a meno che servano nell’ambito dell’applicazione della legge. Anche i sistemi di polizia predittiva sono vietati, come quelli che rivelano le emozioni nei luoghi pubblici e di impiego, a meno che ci siamo motivazioni mediche o di sicurezza. Questo perché è fondamentale evitare di sfociare in una sorveglianza di massa. 

La sorveglianza via IA in tempo reale

L’identificazione biometrica a distanza in tempo reale negli spazi pubblici è possibile, previa autorizzazione di un'autorità giudiziaria o amministrativa indipendente, solo se si è alla ricerca di vittime di rapimento, nel caso di tratta di esseri umani o sfruttamento sessuale, per prevenire una minaccia reale e attuale o reale e prevedibile di un attacco terroristico, per localizzare e individuare un sospettato e consentire il proseguimento di un’indagine penale, l’esecuzione di un’azione penale o di una sanzione penale per reati gravi tra cui omicidio, rapina a mano armata, stupro, droga, traffico di armi.

Riconoscimento facciale in differita

L'uso di sistemi biometrici non in tempo reale è possibile sempre previa autorizzazione, nell’ambito di un’indagine per la ricerca mirata di una persona condannata o sospettata di aver commesso un reato. Inoltre, le autorità non possono basarsi solo sul sistema di AI nel prendere decisioni, documentando tutto il procedimento di indagine.

Tempi di attuazione

La regolamentazione per la biometria non in tempo reale sarà attuata 36 mesi dopo l’uscita del regolamento in Gazzetta Ufficiale, quindi tra il 2026 e il 2027, mentre le regole per le pratiche proibite scatteranno già dopo sei mesi.

 

Fonte: Agenda Digitale