---
title: "E’ l'ora della diplomazia cibernetica"
description: Si è tenuto il 21 ottobre alla Farnesina il primo dialogo Italia-Albania sulle questioni cibernetiche, a cui hanno preso parte alti funzionari dei Minister
author: Valentina
url: https://marcosantarelli.eu/articolo/comunicati-stampa/967-e-lora-della-diplomazia-cibernetica
---

 
 


 

### [E’ l'ora della diplomazia cibernetica](https://marcosantarelli.eu/articolo/comunicati-stampa/967-e-lora-della-diplomazia-cibernetica)

Pubblicato: 30 Ottobre 2026

![Marco_Santarelli_copertina_CS_sito.png](https://marcosantarelli.eu/images/Marco_Santarelli_copertina_CS_sito.png)



Si è tenuto il 21 ottobre alla Farnesina [il primo dialogo Italia-Albania sulle questioni cibernetiche](https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/10/primo-dialogo-cyber-fra-italia-e-albania/), a cui hanno preso parte alti funzionari dei Ministeri degli Esteri e delle Agenzie nazionali cyber. 



A valle di questo il 26 ottobre al Festival della Diplomazia ci siamo chiesti di nuovo: **cos’è la diplomazia cibernetica**? E come quest’ultima possa diventare una vera guida per la pace. 



Intanto diciamo subito che è diventato uno, forse il più importante,  strumento politico e relazionale mediante il quale gli attori statali proiettano la propria influenza, negoziano regole di ingaggio e proteggono i propri asset strategici su scala globale. 



La trasformazione digitale e l’avvento dell’IA, soprattutto quella agentica, ovvero con attori autonomi capaci di pianificare, prendere decisioni ed eseguire azioni in task per raggiungere obiettivi complessi,  ha radicalmente ridefinito il concetto di **sicurezza nazionale**. Già con l’avvento dei social e delle app di messaggistica, la cosa si era tremendamente complicata.  Oggi spostando la superficie di vulnerabilità degli Stati dai confini fisici al dominio cibernetico cambia lo scenario. La protezione delle infrastrutture e delle risorse critiche non rappresenta più una sola questione militare ma si concentra come uno dei pilastri fondamentali dell'interesse strategico di una nazione. 



 La sicurezza delle reti, la resilienza dei dati, la nascita e protezione dei data center, la protezione dei processi vitali e l’energia sono divenute componenti inscindibili dalla sovranità statale, imponendo la nascita e l'evoluzione di quella che viene definita **protezione dei servizi essenziali**, già noti come infrastrutture critiche e strategiche 



Il concetto stesso di **asset strategico** ha subito una profonda estensione concettuale. Se in passato la sicurezza nazionale si concentrava sulla tutela di risorse materiali come installazioni militari, centrali energetiche o nodi di trasporto fisici, l'era iperconnessa vi affianca una decisiva architettura digitale. Le reti di telecomunicazione di nuova generazione, i sistemi finanziari interconnessi, le piattaforme sanitarie, i database della pubblica amministrazione, i brevetti e la proprietà intellettuale nei settori ad alta tecnologia, costituiscono oggi il cuore pulsante di una nazione. A ciò si aggiunga l'importanza geopolitica delle infrastrutture fisiche che sorreggono il mondo virtuale, prime fra tutte i cavi sottomarini per la trasmissione dei dati e le comunicazioni satellitari. La compromissione di uno solo di questi elementi rischia di paralizzare l’intero pianeta.



** La diplomazia cibernetica diventa quindi un campo operativo che agisce all'intersezione tra geopolitica, spionaggio, controspionaggio, tecnologia e diritto internazionale**. La prima sfida strategica della diplomazia digitale consiste nel dialogo opportuno tra l’Europa, il resto del mondo e le sedi multilaterali delle Nazioni Unite. L'obiettivo è prevenire: ovvero monitorare  operazioni informatiche ostili contro infrastrutture critiche civili in tempo di pace, e stabilire principi di trasparenza e cooperazione.



Tuttavia, l'assenza di confini geografici rigidi e l'impiego sistematico di gruppi di hacker delegati rende particolarmente complessa l'attribuzione degli attacchi. Il rafforzamento delle capacità difensive dei paesi partner rappresenta un'ulteriore leva diplomatica: garantire la sicurezza degli anelli più deboli della catena globale prevede di capire le vulnerabilità globali e chi sono gli attori ostili che attaccano sistemi interconnessi delle grandi potenze.



In questo quadro globale, le architetture nazionali ed europee hanno dovuto strutturarsi per garantire la propria autonomia strategica, non dipendere da altre nazioni, e ridurre la dipendenza da tecnologie ed entità esterne potenzialmente rischiosi. 



L'Unione Europea ha progressivamente rafforzato il proprio impianto normativo, ad esempio con l’**AI ACT**,  imponendo standard omogenei di sicurezza e gestione delle crisi per tutti gli operatori di servizi essenziali. Allo stesso tempo, l'Alleanza Atlantica ha formalmente riconosciuto il cyberspazio come un vero e proprio dominio operativo di confronto, parificabile a quello terrestre, marittimo e aereo, estendendo la portata del principio di difesa collettiva anche di fronte a cyberattacchi di grave entità.



Nel contesto italiano, la difesa dell'interesse nazionale si articola, e si deve articolare sempre più, attraverso strumenti istituzionali e dispositivi legislativi dedicati. L'istituzione dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) risponde perfettamente all'esigenza di accentrare la governance della resilienza digitale, la prevenzione e la gestione delle crisi informatiche all'interno del Perimetro di **Sicurezza Nazionale Cibernetica**. A protezione dell'apparato industriale e tecnologico, lo Stato adotta inoltre il meccanismo del **Golden Power,** un potere speciale che consente al Governo di intervenire, porre condizioni o bloccare acquisizioni societarie e forniture tecnologiche strategiche nei settori chiave della difesa, dell'energia e delle telecomunicazioni, provenienti e derivanti dall’estero. 



In conclusione, la salvaguardia degli asset strategici prevede una collaborazione attiva tra i vari membri della società civile, delle inclinazioni tecniche del paese, dei brevetti e delle scoperte tecnologiche e dei servizi segreti  che devono monitorare aspetti, simili al periodo della guerra fredda, degli asset strategici.  Questo comporta un ritorno ad una sovranità statale in un'epoca caratterizzata da competizioni ibride, coordinamento della difesa tecnica, strumenti normativi e alleanze diplomatiche e determina direttamente la tenuta democratica, la sicurezza economica e il ruolo internazionale di uno Stato.



La diplomazia cibernetica conferma sempre più la presenza della cybersicurezza nei 4 domini già esistenti, **Terra, Mare, Aria e Spazio**, e che le operazioni informatiche non sono semplici supporti tecnici, ma attività di combattimento analoghe a quelle condotte negli altri domini.
