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title: "Sicurezza Italia: dati, reti e innovazione | Marco Santarelli"
description: Marco Santarelli su Agenda Digitale analizza la Relazione 2026 su sicurezza nazionale, dati, reti, AI e tecnologie quantistiche per protezione e prevenzione.
author: Valentina
url: https://marcosantarelli.eu/articoli/934-la-sicurezza-dellitalia-si-gioca-su-dati-reti-e-innovazione-ecco-come
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### [La sicurezza dell’Italia si gioca su dati, reti e innovazione: ecco come](https://marcosantarelli.eu/articoli/934-la-sicurezza-dellitalia-si-gioca-su-dati-reti-e-innovazione-ecco-come)

Pubblicato: 10 Marzo 2026

![Sicurezza nazionale - dati , reti e innovazione](https://marcosantarelli.eu/images/cyber-sicurezza-1-1280x720.jpg.jpg)



La Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026 descrive come la tecnologia stia ridefinendo minacce, vulnerabilità e strumenti di prevenzione. Il documento apre lo sguardo su scenari futuri, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche.



*Pubblicato su [Agenda Digitale](https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/non-solo-difesa-la-sicurezza-nazionale-si-gioca-su-dati-reti-e-innovazione/)*



 



La **sicurezza nazionale **non si gioca più soltanto sul terreno della difesa militare o della contrapposizione tra Stati. Si gioca anche, e sempre più, sulla** tenuta delle reti, sulla protezione dei dati, sulla sovranità tecnologica e sulla capacità di governare innovazione che produce insieme opportunità e nuove vulnerabilità**.



È questa la chiave di lettura più interessante che emerge, a qualche giorno dalla sua pubblicazione, dalla Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026: non tanto una fotografia dell’esistente, quanto una mappa dei fronti su cui si misurerà la sicurezza del Paese.



 



#### **Relazione sicurezza nazionale 2026: il nuovo quadro di riferimento**



La **Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026**, dal titolo **“Governare il cambiamento: scenari della sicurezza nazionale”**, redatta in favore del Parlamento ai sensi dell’art. 38 della **Legge 3 agosto 2007, n. 124** e riferita alla politica di informazione per la sicurezza e ai risultati ottenuti nell’anno 2025, è uscita ormai da qualche giorno.



Di taglio innovativo, in quanto, oltre al resoconto delle attività svolte dagli Organismi, propone una proiezione futura su sfide emergenti e possibili sviluppi, il documento vuole tracciare lo **scenario di sicurezza contemporaneo** per la comprensione dell’evoluzione delle minacce, della vulnerabilità dei sistemi e il rafforzamento della capacità di prevenzione dei rischi.



Come si legge nella Relazione, **“La rivoluzione tecnologica a cui stiamo assistendo negli ultimi anni ha progressivamente assunto dei ritmi tali da rendere obsoleti gli ordinari strumenti di categorizzazione della realtà, complicando a dismisura l’opera degli Stati nell’adottare norme e provvedimenti idonei a perimetrare il fenomeno. La tecnologia diviene così il principale volano di trasformazione sistemica, dato che, influenzando l’intera struttura sociale, economica, politica e militare, produce un inevitabile effetto cascata su tutti i settori in cui si esplicano le attività umane”**. Pertanto, gli **Organismi Informativi** sono **“chiamati sia a implementare i propri sforzi previsionali, sia a sfruttare i nuovi strumenti offerti dalle tecnologie, anche in vista di un cambio di paradigma che risulti in grado di coniugare i tradizionali mezzi di ricerca informativa con quelli di soft intelligence”**.



 



#### **Tecnologia e sicurezza nella Relazione sicurezza nazionale 2026**



Nella prefazione della **Relazione annuale 2026** si parte dal concetto di **tecnologia**, che non rappresenta più soltanto innovazione e, di conseguenza, cambiamento, ma anche **sicurezza di un Paese**. Nella fase storica che stiamo vivendo, l’innovazione tecnologica non solo incide sugli equilibri strategici e l’assetto economico e sociale e li orienta, ma apre anche questioni sul piano giuridico, dal rispetto della legalità alla tutela dei diritti fondamentali dell’ordinamento costituzionale. Ne consegue che viene ridefinito il **concetto di minaccia**, che ormai ha allargato il suo raggio d’azione su un piano multidimensionale e multidominio, abbracciando anche quello cognitivo, sottomarino e quello della proprietà intellettuale.



Non si tratta più del **“semplice” conflitto armato**, ma anche, per esempio, della compromissione di una rete e della manipolazione dei flussi informativi. Si assottigliano sempre più i confini tra **sicurezza interna** e **sicurezza esterna**, per cui è necessaria una **“lettura integrata dei fenomeni”**.



 



#### **Gli ambiti strategici osservati dalla Relazione**



La **Relazione annuale** passa in rassegna **otto ambiti di interesse strategico** su cui impatta la tecnologia: sovranità tecnologica e digitale; mutamenti geopolitici; sicurezza economico-finanziaria; minaccia criminale organizzata; minaccia interna; immigrazione irregolare; minaccia terroristica; minaccia ibrida. Per ogni ambito, la parte informativa è corredata da **infografiche di sintesi**.



 



#### **Relazione sicurezza nazionale 2026: le principali novità metodologiche**



All’interno dei capitoli della **Relazione 2026** sono state inserite **quattro dashboard** realizzate con metodologie statistiche e nell’Appendice sono esposti **cinque casi studio** elaborati tramite tecnologie di **intelligenza artificiale generativa (GenAI)** relativi a scenari legati alle aree tematiche sopramenzionate, ossia il conflitto tra Russia e Nato, la competizione nello spazio, Daesh in Siria, le criptovalute e le proiezioni dei flussi migratori. Questi esercizi di natura metodologica e scientifica, che prendono i dati da **fonti aperte**, hanno lo scopo di mostrare le capacità di strumenti avanzati nei processi di analisi se all’interno di un uso consapevole degli strumenti stessi. L’**intelligenza artificiale**, infatti, è stata sfruttata a supporto degli analisti con un approccio volutamente **antropocentrico**, che ha previsto l’addestramento dei sistemi da parte delle risorse umane, l’utilizzo degli strumenti e la validazione dei risultati senza alcun automatismo. I **gruppi multidisciplinari** che vi hanno lavorato, analisti, operatori OSINT e tecnici, hanno monitorato l’intero processo, dalla definizione dell’obiettivo alla selezione delle fonti, fino alla revisione critica dei risultati.



Come per l’edizione 2025, la **Relazione 2026** presenta un inserto a parte, dedicato questa volta all’**avvento della tecnologia quantistica**.



 



#### **L’avvento delle tecnologie quantistiche**



L’inserto allegato alla **Relazione 2026** riguarda l’**“avvento delle tecnologie quantistiche”**, definito in premessa **“il primario settore di frontiera verso cui si sta orientando il focus della competizione globale”**. Il motivo è presto detto: **“le potenzialità di tali strumenti tecnologici di rendere obsoleti gli attuali sistemi crittografici, di offrire alle comunicazioni militari o diplomatiche un cono di tutela rispetto a mirate azioni intercettive, di fornire mezzi avanzati di ricognizione/navigazione in assenza dell’ausilio satellitare, nonché di accelerare i processi di ricerca in campo scientifico, rappresentano solo alcuni esempi delle innumerevoli applicazioni pratiche delle tecnologie emergenti”**.



Le tre principali **direttrici applicative** sono: il **quantum computing**, che accelera la risoluzione dei problemi complessi di ottimizzazione e simulazione non risolvibili con metodi convenzionali; il **quantum sensing**, che permette la misurazione delle proprietà fisiche del bene analizzato con una precisione ancora mai raggiunta; il **quantum security and communications**, che offre una protezione innovativa a livello crittografico, anche alle comunicazioni, così come, dall’altra parte, consente la decrittazione di conversazioni cifrate altrui.



Governi e privati di **Stati Uniti, Cina, Unione europea, Giappone e India** stanno investendo in maniera importante su programmi di ricerca in campo quantistico. Come riportato dall’inserto, si tratta di **441 aziende quantistiche** sparse nel mondo, di cui il **32%, ben 141, sono in Unione europea**, seppur più giovani e piccole rispetto a quelle localizzate nel resto del mondo, **un quarto negli USA** e il **5% in Cina**. Dal 2017 al 2024 sono stati registrati **trentamila brevetti** legati al settore quantistico, con un **46% appartenente solo alla Cina**. Il fatto che il **17% dei brevetti registrati provenga da centri di ricerca e università** mostra che siamo ancora in una fase di sviluppo nel campo, per cui **ricerca e investimenti pubblici e privati** per lo scopo risulteranno fondamentali.



Siamo di fronte ad un **“tipico fenomeno di oligopolio tecnologico, che, analogamente a quanto è avvenuto con la corsa allo spazio o la rivoluzione nucleare, favorisce l’emersione dei pochi attori che vantano sia risorse ingenti, sia una visione strategica di lungo termine”**.



 



#### **Tecnologia quantistica e sicurezza nazionale**



Nell’ambito della **sicurezza nazionale**, il **quantum computing** deve essere considerata una **tecnologia dual-use**, in quanto, oltre al dominio informatico, deve essere applicata, tra le altre cose, all’**Intelligence** e alla **protezione delle infrastrutture critiche**, supportando le attività analitiche e previsionali nazionali nell’elaborazione di enormi moli di informazioni provenienti da fonti diversificate e favorendo l’efficientamento dei sistemi di difesa informatica a tutela delle infrastrutture critiche nazionali. Senza dimenticare l’importante supporto che la **tecnologia quantistica** può offrire alle attività di **OSINT** nella raccolta, analisi e valorizzazione informativa di dati raccolti da **fonti aperte** e nel contrasto alla **disinformazione**.



 



Fonte: Agenda Digitale
