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title: "Lavorare nell’intelligence: cyber e lauree | Santarelli"
description: "Marco Santarelli su Agenda Digitale analizza il bando dell’intelligence: esperti cyber, HPC e lauree richieste tra tecnologia e sicurezza nazionale."
author: Valentina
url: https://marcosantarelli.eu/articoli/932-lavorare-nellintelligence-caccia-a-esperti-cyber-e-ingegneri-ecco-le-lauree-richieste
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### [Lavorare nell’intelligence, caccia a esperti cyber e ingegneri: ecco le lauree richieste](https://marcosantarelli.eu/articoli/932-lavorare-nellintelligence-caccia-a-esperti-cyber-e-ingegneri-ecco-le-lauree-richieste)

Pubblicato: 19 Febbraio 2026

![spyware-1536x864.jpg_1.jpg](https://marcosantarelli.eu/images/spyware-1536x864.jpg_1.jpg)



Il nuovo bando del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica punta alla ricerca di esperti di HPC, cybersecurity, crittografia, ma include anche economisti, laureati in materie umanistiche, sociologi e laureati in comunicazione: perché oltre alle competenze tecniche specifiche è importante avere persone capaci di leggere la complessità estrema che permea le relazioni e i trend attuali.



*Scritto a quattro mani con [Nicoletta Pisanu](https://www.agendadigitale.eu/giornalista/nicoletta-pisanu/) e pubblicato su [Agenda Digitale](https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/lavorare-nellintelligence-caccia-a-esperti-cyber-e-ingegneri-ecco-le-lauree-richieste/)*



Competizione tecnologica e crescita delle minacce ibride: per** l’intelligence italiana** è essenziale disporre di professionalità capaci di decifrare, proteggere e raccogliere dati sfruttando l’innovazione. E così, [nel nuovo bando per il reclutamento di personale](https://www.sicurezzanazionale.gov.it/contenuti/il-tuo-talento-al-servizio-dellitalia), spuntano profili legati alla cybersecurity e all’innovazione: le competenze richieste coprono, tra le altre, infrastrutture di calcolo avanzato, crittografia e sicurezza delle informazioni.



Questi profili contribuiscono a rafforzare la **resilienza di sistemi**, organizzazioni e filiere strategiche, perché da un lato abilitano ricerca, simulazione e sviluppo di soluzioni data-driven, dall’altro supportano prevenzione, rilevazione e contrasto di rischi e minacce includendo la **tutela dei mercati e del patrimonio industriale**. L’obiettivo è integrare capacità tecniche e analitiche in un approccio multidisciplinare.



Da precisare che i servizi di intelligence, storicamente e a livello internazionale, devono contemplare **competenze trasversali**, da quelle più umanistiche a quelle più tecniche. Dalla lettura del bando si ha l’impressione che in questo caso sia maggiormente valorizzata e cercata la parte tecnica, **trascurando quella umanistica **che invece risulta essere fondamentale, ad esempio, nella conversione, nell’interpretazione, nella capacità di capire i fenomeni del terrorismo attraverso messaggi tra le varie appartenenze e i vari gruppi sociali. Insomma, nel** leggere la complessità**.



 



#### **Perché l’intelligence italiana cerca figure tecniche**



L’ultima relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, presentata nel 2025 e riferita all’anno 2024, sottolineava come sugli elementi di instabilità avesse un impatto importante la convergenza tra digitale e reale. E per rispondere a questo scenario, la relazione comprendeva un inserto particolare dedicato all’AI, considerando sia le minacce sia le possibilità per velocizzare i processi di informazione.



L’AI e generalmente parlando i rischi cyber sono oggi moltiplicatori di instabilità geopolitica perché aumentano velocità, scala e ambiguità delle operazioni ostili. L’AI potenzia campagne di disinformazione e propaganda erodendo fiducia pubblica e legittimità istituzionale, mentre abilita anche attacchi cyber più efficaci colpendo infrastrutture critiche, supply chain e servizi essenziali.



Considerando il fronte puramente tecnologico, invece, **la competizione per AI, chip, capacità di calcolo **e temi di rilevanza strategica come quello della sovranità digitale, sono leve da analizzare per comprendere meglio interessi, alleanze e dinamiche legate alla sicurezza.



 



#### **Lavorare nei Servizi segreti italiani: lauree e professioni**



Dunque, secondo il bando pubblicato, l’Intelligence italiana è alla ricerca di figure professionali di **alto profilo**, per lo più laureate, che abbiano conoscenze e competenze specifiche in diversi settori: High Performance Computing (HPC), crittografia, cyber, economico-finanziario, terrorismo interno e internazionale, OSINT (Open Source Intelligence).



 



#### **Quando e come candidarsi per entrare nei Servizi segreti italiani**



Ci si può candidare fino alla mezzanotte del 20 marzo, l’amministrazione ha messo a disposizione anche un video tutorial per le candidature.



Resta sempre aperta la possibilità di **candidarsi spontaneamente **seguendo la procedura online della sezione “Lavora con noi” e in questo caso i settori caldamente consigliati sono: “Armamenti, missilistica e tecnologie associate, nonché materiali dual use e reti di procurement; sistemi satellitari, infrastrutture e programmi internazionali in ambito spaziale e aereospaziale; space economy in ambito nazionale ed internazionale; telerilevamento e interpretazione di immagini satellitari; lingue rare e dialetti d’area; infografica, editing, elaborazioni e produzioni di prodotti e supporti grafici, mappe e grafici”.



 



#### **Le competenze specialistiche richieste**



Il bando per il reclutamento 2026 include le seguenti specializzazioni e competenze.



#### High Performance Computing (HPC)



Profili con formazione in informatica, ingegneria, fisica o matematica, capaci di progettare e mettere in produzione infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni. Esperienza su architetture HPC e gestione di cluster per simulazioni scientifiche e workload di AI, con competenze nello sviluppo e nell’ottimizzazione di codice parallelo.



Familiarità con ambienti software scientifici e tecniche di calcolo avanzato, oltre a strumenti di profiling e analisi delle prestazioni per il tuning dei sistemi e delle applicazioni. Integrazione di componenti AI nei workflow di ricerca e sperimentazione.



#### Crittografia



Laureati in ambito informatico, ingegneristico, matematico, fisico o telecomunicazioni, con preparazione su crittografia classica e scenari emergenti legati alle tecnologie quantistiche. Conoscenza di quantum computing, architetture di processori e sviluppo di algoritmi quantistici, inclusi modelli di comunicazione sicura e crittografia quantistica. Capacità di lettura critica della letteratura specialistica e di realizzazione di strumenti o applicativi orientati alla crittoanalisi e alla valutazione della robustezza dei sistemi.



#### Cybersecurity



Diplomati in ambito tecnico-scientifico (informatica e telecomunicazioni) e/o laureati in [sicurezza inf](https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/)o[rmatica](https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/), informatica o ingegneria, con competenze operative e analitiche sulla minaccia cibernetica. Padronanza di TTP avversarie, tecniche di anonimizzazione e cyber threat intelligence, oltre ad attività di reverse engineering, malware analysis e analisi di vulnerabilità.



Esperienza in penetration testing su reti, sistemi operativi e applicazioni web, con approcci red team e blue team. Competenze in digital forensics, analisi dei log e investigazioni su dispositivi e **componenti IoT/ICT**.



#### Economico-finanziario



Laureati in **discipline economiche con competenze su protezione dell’economia e dei mercati finanziari e creditizi**, inclusa l’analisi di quotazioni, strumenti mobiliari e titoli di Stato. Capacità di individuare e contrastare schemi complessi di evasione ed elusione fiscale, e di mitigare rischi legati a riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti.



Attenzione anche alle minacce verso patrimonio industriale e know-how tecnologico. Conoscenze su green economy, transizione energetica, approvvigionamento e rinnovabili, con familiarità con funzioni corporate, M&A e processi di R&S.



#### Terrorismo interno e internazionale



Profili con lauree a indirizzo internazionale o umanistico, in grado di **interpretare dinamiche e trend del terrorismo domestico e transnazionale**. Competenze nell’analisi del jihadismo, del radicalismo religioso e delle connessioni con criminalità internazionale, immigrazione irregolare e traffico di esseri umani. Capacità di studio e monitoraggio di fenomeni eversivi, estremismi e forme di antagonismo, con approccio strutturato alla valutazione di contesto, reti, narrative e fattori di rischio.



#### OSINT (Open Source Intelligence)



Diplomati o laureati in comunicazione, sociologia, relazioni internazionali o ambito informatico, con capacità avanzate di reperimento e analisi di informazioni da fonti aperte, inclusi SOCMINT e ambienti deep/dark web. Utilizzo di tool OSINT e strumenti data-driven per trattare** grandi volumi di dati**, automatizzare attività di scraping, gestire API e piattaforme di social media monitoring.



Competenze nell’analisi di contenuti testuali e multimediali, elementi geolocalizzabili e verifica dell’attendibilità delle fonti. Capacità di costruire profili di minaccia e produrre report strutturati per monitoraggio e approfondimento su temi rilevanti per la sicurezza nazionale.



 



#### **I professionisti ricercati e il rapporto con le minacce globali**



Per interpretare queste necessità e contestualizzarle nello scenario attuale, è utile fare una riflessione, che si scontra un po’ anche con il momento contemporaneo e che prevede una serie di interventi specialistici sulla parte tecnologica. Sorge spontaneo domandarsi perché non si cerchino esperti di Humint, Human Intelligence, ovvero la capacità di **analizzare informazioni e costituire reti informative a livello internazionale**. Si tratta di competenze che servono a rafforzare quello che oggi chiamiamo **il controspionaggio e soprattutto le azioni sotto copertura**.



Evidentemente, la ricerca di queste professionalità è da inserire nei quadri interni e non nelle attività che si svolgono verso l’esterno, per cui o**ccorre avere competenze consolidate a livello internazionale**.



 



#### **Il valore del segreto per fare prevenzione**



Da un punto di vista previsionale, evidentemente l’amministrazione cerca professionalità che siano capaci **non di gestire la crisi, ma di prevenirla** e che, soprattutto nell’ambito del quantum computing, siano capaci di anticipare non le guerre, ma addirittura le minacce. In tale direzione, sarebbe opportuno sviluppare, al di là del bando pubblico, **più quello che in molti chiamano il controspionaggio offensivo **e, soprattutto, **un mantenimento del segreto più costante e meno legato ad attività troppo visibili**.



Persone che stanno più sul campo che dietro una scrivania: se questo non accade, non si completa il processo classico del cosiddetto “ciclo dell’Intelligence”, che va dalla fonte diretta fino agli analisti.



 



Fonte: Agenda Digitale
